Marco Sebastio

L’inesauribile fascino di una storia sempre uguale, il mito dell’Eroe

La stessa storia, raccontata infinite volte. Un racconto capace di mutare narrazione dopo narrazione, pur restando uguale a se stesso. Il viaggio dell’eroe è uno degli strumenti più utili ed efficaci per i mestieri del narrare. Una cassetta degli attrezzi di inestimabile valore non solo per sceneggiatori e scrittori, ma anche per pubblicitari e marketer, per grandi brand e persino per piccole attività. Perché mai come oggi, parafrasando Seth Godin, “le persone non comprano prodotti o servizi, ma relazioni, storie e magia”.

La cassetta degli attrezzi

Il Viaggio dell’eroe è una sorta di racconto archetipico, utile a identificare e organizzare gli strumenti attraverso i quali è possibile innescare un dispositivo narrativo efficace o intervenire su trame deboli.

Il modello base si basa sull’opera di Joseph Campbell che – in un lavoro su L’eroe dai mille volti – ha raggruppato, identificato e sistematizzato gli elementi ricorrenti nel mito dell’Eroe, il tema maggiormente presente nelle tradizioni orali e nella letteratura, il modello base di tutte le storie raccontate.

Il modello del Viaggio dell’Eroe, detto anche monolito, è efficacemente sintetizzato in questo video TedEd.

Il viaggio dell’eroe

Quello dell’eroe è un viaggio a tappe, reale, interiore o metaforico, che si può riassumere come segue:

  1. Il Mondo Ordinario: L’eroe è nel suo mondo ordinario, spesso fortemente diverso dall’universo ignoto in cui lo condurrà la storia.
  2. La chiamata all’avventura: La quotidianità dell’eroe è rotta da una sfida, un’avventura, un evento che è una vera e propria frattura dell’ordinario.
  3. Il rifiuto della chiamata: Spesso l’eroe è spaventato, inizialmente è riluttante e non accetta in un primo momento la chiamata all’avventura. Occorreranno ulteriori avvenimenti – nuovi eventi, un altro affronto, l’intervento di un Mentore – affinché l’Eroe vinca le sue paure.
  4. Il Mentore o il Vecchio Saggio: Padre e figlio, insegnante e allievo, divinità e uomo, il mondo delle storie è spesso abitato da Mentori che – con consigli, esperienze passate o strumenti magici – preparano gli eroi ad affrontare l’ignoto.
  5. Il superamento della prima soglia: l’Eroe entra finalmente nel Mondo straordinario del racconto, pronto ad affrontarne sfide e difficoltà.
  6. Prove, alleati e nemici: L’eroe impara a conoscere il mondo straordinario attraverso nuovi alleati e nemici e affrontando le prove a cui lo sottopone la sua nuova realtà.
  7. Avvicinamento alla caverna più profonda: È il progressivo avvicinamento dell’Eroe al luogo più pericoloso del mondo straordinario, quello in cui affronterà il nemico o in cui si nasconde l’oggetto della ricerca.
  8. Prova centrale: L’Eroe affronta la paura più grande, la battaglia campale. Spesso tocca il fondo e – letteralmente o simbolicamente – affronta la morte per poter rinascere.
  9. La ricompensa: Affrontata la morte, l’Eroe festeggia la conquista del tesoro – reale, simbolico, psicologico – di cui si era posto alla ricerca, risolve un conflitto e si incammina per tornare nel suo mondo.
  10. La via del ritorno: L’Eroe deve ancora affrontare le conseguenze della prova centrale, della sfida lanciata alla sua paura più oscura, lungo la strada del ritorno in cui verrà inseguito o dovrà affrontare ulteriori prove, tentazioni o pericoli.
  11. La resurrezione: È un secondo momento di vita o di morte, dopo la prova centrale. Le forze oscure che l’Eroe ha dovuto affrontare tenteranno di sopraffarlo per l’ultima volta e per sconfiggerle l’Eroe dovrà dimostrare di aver imparato la lezione appresa nella prova centrale per poter “rinascere”.
  12. Il ritorno con l’elisir: Trasformato dall’avventura l’Eroe torna nel mondo ordinario, portando con sé un tesoro, una lezione, una nuova consapevolezza o, semplicemente, una bella storia da raccontare.

Istruzioni per l’uso

Non tutte le fasi del viaggio dell’eroe devono essere necessariamente presenti in una buona storia, né le tappe del cammino devono obbligatoriamente seguire l’ordine in cui sono presentate. Piuttosto, il viaggio dell’eroe è da pensare come un repertorio di situazioni archetipiche da arricchire con dettagli, sorprese e valori. Un repertorio estremamente flessibile a cui la varietà aggiunge magia senza intaccare l’efficacia della storia.

Il Viaggio dell’Eroe raggruppa strumenti preziosi per il narrare. È un modello universale e per questo potentissimo. Mettendo insieme elementi costanti, comuni a culture e periodi storici differenti, il Viaggio dell’Eroe è una sorta di grammatica narrativa universale, comunicativamente efficace e dall’attrattiva irresistibile. Universale non vuol dire stereotipata: spetta a chi racconta il compito di adattare il modello mitico alla specificità dei suoi tempi e della sua cultura.

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