Marco Sebastio

Creativi e flessibili per ripensarsi in digitale, il caso dei viaggi virtuali di Airbnb

Small is the new big think. Erano gli ultimi giorni del 2019 quando Ruchir Sharma aveva raccontato sul New York Times la futura centralità della piccola impresa scalabile. Agile, flessibile, creativa, adattiva: sui mercati liquidi e globali vincono le imprese capaci di leggere il costante cambiamento adattandosi repentinamente a esso.

Le vicende legate alla pandemia di Coronavirus sembrano dare valore alla visione di Sharma. Non solo imprese, ma interi comparti produttivi giocano oggi la propria partita per la sopravvivenza sul campo della flessibilità e della creatività, costretti a ripensarsi in un nuovo scenario caratterizzato da distanziamento sociale, ridotta mobilità e dal ripensamento del rapporto con la clientela.

Un ripensamento che trasforma il digitale in leva strategica e che in questi giorni regala splendidi esempi di resilienza e creatività d’impresa. Estremamente interessante è il caso Airbnb che, in un mercato fortemente colpito dalla pandemia – quello della ricettività turistica – prova a ripensarsi in chiave digitale.

Airbnb ha lanciato Esperienze Digitali, permettendo a chiunque di collegarsi attraverso Zoom a una community di host con cui condividere online alcune esperienze tipiche di oltre 50 paesi del mondo. Dalla cucina marocchina alle tapas portoghesi, dalla meditazione con la pecora a quella con un monaco buddhista giapponese, Le Esperienze Digitali, spiega Airbnb, sono “un modo semplice per permettere alle persone di tutto il mondo di di stare insieme, viaggiare in un modo diverso, virtuale, e generare guadagni nonostante l’emergenza COVID-19

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