Addio manifesto, la comunicazione politica ora è crossmediale

Numero di destinatari, posta in gioco, pluralità di concorrenti, budget consistenti: sono tanti i fattori che rendono le campagne elettorali una cartina di tornasole utile a comprendere che direzione va prendendo la comunicazione. È perciò utile raccogliere qualche appunto sulle tendenze della comunicazione politica nella campagna elettorale per le elezioni europee e amministrative 2019.

La fine del manifesto (?)

Il progressivo diradarsi delle affissioni già registrato al tempo delle Politiche 2018 sembra aver lasciato il passo a un vero e proprio pensionamento delle tradizionali attività di attacchinaggio al desolante scenario urbano di plance elettorali deserte. Il declino della dei materiali cartacei, spiega Dino Amenduni, è figlio di una pressoché unanime considerazione l’affissionistica stradale è la tipologia di strumento in assoluto meno efficace per persuadere un elettore.

Una nuova bacheca. La tua

Abbandonate le plance elettorali sono le bacheche digitali lo spazio comunicativo verso cui migrano i messaggi elettorali. Per dare un’idea delle dimensioni del fenomeno ho provato a sintetizzare spesa e numero di inserzioni Facebook delle forze in campo nei tre mesi che hanno preceduto il voto (fonte dati Libreria inserzioni Facebook) in questa data story.

Evidenti le ragioni che spostano verso i social gli investimenti della comunicazione politica legate alle maggiori possibilità di personalizzazione del messaggio e di selezione dei target di destinatari. Meno chiare ai più le zone d’ombre di un nuovo scenario non ancora regolamentato dal legislatore e non ancora digerito da una vasta platea di elettori che si nutre di fake news.

Gamification

Sociale e digitale, il nuovo paradigma di comunicazione politica diventa efficace quando trasforma i fan in sostenitori attivi, in grado di amplificare i suoi messaggi, di renderli rilevanti nell’incessante flusso di condivisioni, like e retweet. Diventa allora inevitabile il ricorso a premialità per gli utenti-elettori più disposti ad aprire le porte delle proprie cerchie sociali al messaggio della politica, come per il Vinci Salvini

In altri casi, a essere premiato è l’elettore-utente più propenso a dedicare attenzione al messaggio veicolato, come nel caso di quello tutto civico del Sindaco (uscente e riconfermato) di Bari, Antonio Decaro, trasformato in videogame nella campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio Comunale del capoluogo pugliese.

Per coinvolgere un nuovo elettorato digitale e conquistare la sua attenzione, insomma, la politica veste i panni del gioco

Crossmediale

Guai a considerare digitale, gamification e social media come gli strumenti utilizzati in campagna elettorale per suonare il de prufundis alla comunicazione tradizionale. Perché le plance lasciate vuote dai manifesti dei partiti, sono tornate alla ribalta mediatica grazie alle false affissioni comparse in alcune città italiane.

O, ancora, perché al tempo della crisi delle vecchie tribune elettorali, hanno saputo ritagliarsi spazio e audience gli ancora più antiquati striscioni, pensati anche per diventare memorabili meme instagramabili .

Perché online e offline, tradizionale e digitale, sono sempre più categorie dai confini sfumati, ingredienti di più complesse strategie e racconti che si dimostrano vincenti quanto più capaci di ritagliarsi spazi di notiziabilità e conquistare quote di quella limitatissima risorsa che è l’attenzione del destinatario finale.

Una battaglia per l’attenzione in cui i comizi nelle piazze reali vengono studiati nel dettaglio per essere veicolati attraverso le piazze virtuali o in cui, viceversa, un post sui social diventa strumento strategico per conquistare spazi sui media tradizionali.

Una battaglia crossmediale.



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